venerdì 8 novembre 2013

NO - I giorni dell'arcobaleno - di Pablo Larraìn

EDGAR: Oggi? Di cosa parliamo?
ALE: Uno dei film migliori del 2013
EDGAR: Ah ottimo! E quale?
ALE: NO!
EDGAR: Ah ok, scusa. Pensavo facessimo una recensione
ALE: Eh appunto
EDGAR: Ah quindi si fa!
ALE: Si! su NO
EDGAR Eh?
ALE: SMETTILA DI DROGARTI! Dobbiamo fare la recensione
EDGAR: MA SU COSA!
ALE: NO!
EDGAR: Aiuto…
ALE: Mi prendi per il culo?
EDGAR: Che cazzo ne so! Mi dici prima si, poi no, poi ancora si e dopo nuovamente no! FAI PACE COL CERVELLO
ALE: Perché non ho a che fare con una scimmia...


NO - I giorni dell'arcobaleno
'nto sei bello Gael
ALE: L'ultima fatica di Pablo Larraìn
EDGAR: Uno dei più importanti registi sudamericano, right?
ALE: Esattamente
EDGAR: NO chiude la trilogia che il regista dedica alla storia recente del Cile.
ALE: Iniziata con TONY MANERO e seguita da POST MORTEM
EDGAR: Amo questi registi così politici, sopratutto quando smerdano così i fasciommerda
ALE: Evita
EDGAR: HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!!
ALE: Ma porca! Possiamo riprendere seriamente?
EDGAR: Sì! Dunque, Larraìn racconta l'impresa degli sfavoriti
ALE: Poiché ancora prima che cominciasse il referendum erano già dati per sconfitti
EDGAR: Che poi, se ci pensi un attimo, il NO è già di suo negazione, quindi viene affidato all'opposizione un messaggio che nel linguaggio comune ha un significato tutt'altro che positivo
ALE: Infatti è su questo concetto che il personaggio di Gael vuole giocare
EDGAR: Si perché secondo Renè il Cile non ha bisogno di rivedere gli eccidi e le torture perpetrate da quel figlio di puttana di Pinochet
ALE: …al Cile… serve vedere la luce in fondo al tunnel, il popolo aveva bisogno di rassicurazione
EDGAR: Ed è qui che abbiamo l'intuizione geniale!
ALE: Uno spot che seguisse la moda del tempo; la MTV generation
EDGAR: Tutta la campagna insiste su immagini colorate e un "patinato", perché doveva esaltare gli effetti positivi più superficiali di un nuovo corso, questa volta la revolucion non passa più attraverso barricate e fucili ma per il tubo catodico sfruttando l'estetica che ha un ruolo fondamentale nella pellicola.
ALE: Proprio così! NO è un film sull'estetica, sull'immagine e sull'importanza di apparire; scena chiave è quella del pic-nic, dove il regista contesta a Renè la presenza delle baguette tra gli oggetti di scena dello spot e lui, geniaccio assoluto, risponde semplicemente che "le baguette sono BELLE da vedere" e questo non è solo un concetto da pubblicitario ma sopratutto da regista.
EDGAR: Come fai a non volere bene ad uno così!
ALE: E infatti i capi di Renè cosa dicono?
EDGAR: "Sembra uno spot della Coca-Cola"
ALE: E lui puntava proprio a quello
EDGAR: Tornando a noi, pensavo ad un particolare
ALE: Ossia?
EDGAR: Non credi che Renè abbia fatto uso del detto "Conosci il tuo nemico"?
ALE: Ti riferisci al fatto dello scambio dei ruoli?
EDGAR: Si, perché lui per abbattere la dittatura si comporta (quasi) come quell'uomo di merda, cioè offrendo al popolo Cileno la stessa rassicurazione che il dittatore in tre lustri è riuscito a garantire, attraverso macchinazioni e manipolazioni del consenso.
ALE: Non si è sporcato le mani come Pinochet, ma quasi
EDGAR: E il finale?
ALE: No che poi lo spoiler
EDGAR: Che cazzo di spoiler! È UN EVENTO STORICO MERDE! APRITE UN LIBRO!
ALE: Dicevamo, il finale io personalmente l'ho apprezzato tantissimo
EDGAR: Particolarmente amaro… mi piace!!
ALE: Renè sul finale si unisce alla festa per la vittoria del NO, eppure c'è qualcosa che non va nel suo sguardo, gli occhi sono lucidi, qualche lacrima gli scorre sul viso e quei pochi secondi mettono in  crisi tutta la positività che lui cercava di diffondere, un pianto che ricorda molto quello di Jessica Chastain in ZERO DARK THIRTY, entrambi hanno raggiunto il loro obbiettivo però l'ombra del dubbio si fa avanti: a conti fatti, qual'è il prezzo da pagare?

'nto sei bella Jessichina mia

EDGAR: Molto interessante la regia, Larraìn utilizza macchine da presa degli anni'80 conferendo alla pellicola un'atmosfera vintage, così facendo immerge lo spettatore sempre di più nel film e permette di empatizzare con il protagonista.
ALE: Geniali tra l'altro i titoli di coda che scorrono in sovrimpressione come se tutto il film fosse stato uno spot pubblicitario.

Uno screenshot del film 

EDGAR: Possiamo dire che il film è stato di nostro gradimento
ALE: Moltissimo!

Voto 
4,5 / 5


Chile la alegrìa ya viene

2 commenti:

  1. PIETRO: a me è piaciuto
    PIETRO: a me meno
    PIETRO: perché? è la vera politica!
    PIETRO: appunto, la politica diventa marketing
    PIETRO: ma la politica è marketing!! solo quello!!!
    PIETRO: fanculo

    ...

    PIETRO: comunque bella recensione!
    PIETRO: vero!!!


    RispondiElimina