lunedì 30 dicembre 2013

TOP 10 2013 - From 10 to 5


ALE: La fanno tutti
EDGAR: La facciamo pure noi
ALE: LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI FILM DEL 2013
EDGAR: Come potete notare ci sono solo le ultime 5 posizioni
ALE: Per comodità l'abbiamo divisa in due parti
EDGAR: O più semplicemente l'abbiamo fatto per guadagnare qualche view in più
moneygrabber!!1!11

ALE: In classifica sono riportati i titoli di film USCITI in Italia dal 1 Gennaio 2013 in poi 
EDGAR: Per usciti intendiamo quelli che sono stati proiettati al grande pubblico, non importa l'anno di produzione! 
ALE: Chiaramente sono riportati i film che abbiamo visto
EDGAR: Quindi non cagate il cazzo dicendo robe tipo: "MA KOME?!?!? AVETE MEXO KST E NN KLL KE E MOLTO + BLL!!!!!" o robe come "XK NON AVETE MEXO FENG AI?!?!?"
ALE: Le classifiche sono dettate da gusti personali e quindi insindacabili
EDGAR: O per meglio dire, me ne sbatto il cazzo di quello che pensate perché la top è mia, NOSTRA pardòn


#10) NO - I giorni dell'arcobaleno - di Pablo Larraìn

Viva la revolucion!

ALE: Abbiamo parlato poco tempo di questo film su questo blog
EDGAR: Per chi volesse rinfrescarsi la memoria, QUI trova la recensione

#9) THE MASTER - di Paul Thomas Anderson 

Dalla locandina si evince che la fusione
tra la Adams e Hoffman è Joaquin Phoneix
EDGAR: In tutta sincerità il nostro cuore soffre un po' nel vederlo relegato così in basso nella classifica
ALE: Però quando si hanno così tanti (grandi) film diventa difficile inserirli in una scala da 1 a 10
EDGAR: L'ultimo film di Anderson ci ha lasciati decisamente turbati
ALE: Di sasso oserei dire
EDGAR: Non per una questione tecnica (regia, montaggio o altro)
ALE: Ma per l'anima in sè
EDGAR: The Master è incredibilmente triste e malinconico, proprio come il protagonista interpretato da un grandioso Joaquin Phoneix.
ALE: Una perla di quest'anno da recuperare assolutamente

#8) SPRING BREAKERS - di Harmony Korine

Spring break forevah, bitcheeeeeaaiiisssss
EDGAR: Mettiamo subito le mani avanti
ALE: Questo è stato il primo film che abbiamo visto di Korine
EDGAR: e quando vedemmo il trailer, la prima che ci venne in mente è stata: "Oddio sembra un sequel de LE BELVE"
ALE: Ma le anime pie che ci conoscono ci hanno convinto ad andare a vederlo.
EDGAR: e siamo rimasti piacevolissimamente sorpresi
ALE: Un grandissimo film sulla crescita personale
EDGAR: La vacuità del mondo dei ciofani
ALE: Chi lo accusa di essere un filmaccio significa che non l'ha pienamente compreso
EDGAR: E no! Questo discorso non si può fare anche con La Grande Bellezza


#7) BLUE JASMINE - di Woody Allen

Tanto blu, tanto tanto blu!
ALE: Dopo il capitombolo di "To rome with love" torna il Vero Allen
EDGAR: In grandissima forma
ALE: Blue Jasmine è l'ultimo gioiellino del regista newyorkese 
EDGAR: Allen non abbandona la commedia ma ci regala una storia triste e al contempo grottesca
ALE: L'epopea di una donna in piena crisi di nervi, attanagliata da questa sofferenza continua; per Woody vivere significa soffrire e l'unico modo per affrontare questo dolore è l'auto-ironia e l'umorismo.
EDGAR: Cate Blanchette da Oscar


#6) SOLO DIO PERDONA - di Nicholas Winding Refn

Che cazzo gli costava lasciare il titolo in originale 

ALE: Reduce dallo straordinario successo di Drive
EDGAR: Ingiustamente bistrattato al Festival di Cannes 
ALE: L'ultima opera del regista danese colpisce ed impressiona in maniera assolutamente positiva
EDGAR: "IL FILM E TRPP VIOLENTO!!1!!!! LA VIOLENZA NN SRV AD UN KAZZO!!!!" è stata questa la reazione di chi non ha apprezzato il film! Come se fosse il primo film in cui squartano in due un uomo, una violenza giudicata come fine a sé stessa
ALE: Quando in realtà la violenza fa parte della società stessa
EDGAR: È un pippone mentale su quanto il mondo faccia schifo? No, la violenza fa da sottotesto; Solo Dio Perdona è la storia di uomini senza scopo o comunque "privati di qualcosa" e questa privazione ha come immagine chiave le mani mozzate 
ALE: Straordinaria Kristin Scott Thomas, una Lady Macbeth dei nostri giorni
EDGAR: Tecnicamente finissimo, fotografia da urlo; ogni scena, ogni fotogramma viene eseguito con grande maestria e padronanza del mezzo (il Cinema stesso)
ALE: Un must di quest'anno

#5) GRAVITY - di Alfonso Cuaròn



EDGAR: Il primo film recensito in questo blog
ALE: Per chi volesse dare un'occhiata più... "approfondita" può cliccare QUI
EDGAR: Un breve commento?
ALE: Tanta voglia di vivere!


continua...

domenica 15 dicembre 2013

IL CAVALLO DI TORINO - di Béla Tarr

ALE: Vogliamo precisare che questo è il primo film di Bèla Tarr che vediamo
EDGAR: Da buoni ignoranti quali siamo
ALE: Straordinario
EDGAR: Grandioso
ALE: Questa volta facciamo le persone
EDGAR:Ti rendi conto che non siamo credibili?
ALE: Impegnamoci, almeno adesso!

IL CAVALLO DI TORINO

EDGAR: Dunque, il 3 gennaio del 1889 Friedrich Nietzsche uscì dalla porta del numero 6 di via Carlo Alberto, a Torino, e vide un cocchiere malatrattare il cavallo del suo tiro che rifiutava di muoversi. In Nietszche, a quella vista, si ruppe qualcosa dentro: corse ad abbracciare il cavallo piangendo e precipitò nella follia, da cui non si sarebbe più ripreso.Del cavallo poi non si è saputo ovviamente più niente. La sua storia ce la racconta questo film che segue la vita del cocchiere, della sua figlia e quella - naturalmente - dell'animale. 
ALE:Il film inizia con un lungo piano sequenza che ci accompagna dalla strada che percorre il vecchio col cavallo fino all'abitazione dove li attende la figlia
EDGAR: I protagonisti si muovono in una landa desolata, sferzata dal vento incessante
ALE: La camera ci ha porta, con lunghissimo piano sequenza, fino alla loro casetta
EDGAR: Assistiamo a scene di vita quotidiana
ALE: esse però si susseguono meste e macchinose
EDGAR: La vita è ciclica: un continuo ripetersi quasi senza senso sottolineato da un unico tema musicale che si ripete ossessivamente, composto da Mihàly Vig
ALE: Continuo ripetersi che però viene interrotto da figure ambigue: prima il conoscente del cocchiere, passa da casa loro e li informa che la città è in rovina e accusa l'uomo subdolo e maligno che ha corrotto il mondo causandone la fine.
EDGAR: E il gruppo di zingari che urlanti si abbeverano al pozzo della casa che forse rappresentano quanto detto poco prima dall'uomo
ALE: Unica voce fuori dal coro è quel vecchio che si avvicina alla ragazza donandole la Bibbia, segno che la presenza dell'uomo nobile non ha più senso oramai
EDGAR: Qual'è il nodo centrale della pellicola?
ALE: La pesantezza della vita
EDGAR: E ciò che rende questo aspetto ancor più "tremendo" è quel senso di oblio che si percepisce; il film è collocato al di fuori del tempo e dello spazio, perso in un limbo dove l'alternarsi fra giorno e notte è l'unico segno "tangibile" della vita che scorre inesorabilmente
ALE: Il tempo è scandito da sei giornate, dove ricorre un non so che di biblico
EDGAR: Però è diverso! Dio ha creato il mondo in sette giorni, Bèla Tarr lo distrugge in sei.
ALE: L'hai notato anche tu vero?
EDGAR: Chiaro! Tutto il film è la storia dell'Universo che giunge alla fine
ALE: e prima di noi due, e di LORO due, se n'è accorto il Cavallo che smette di mangiare, non cammina. Decide di lasciarsi andare a morire.
EDGAR: È curioso come Tarr ci mostra l'Apocalisse
ALE: Molto interessante; secondo lui è un semplice tasto OFF
EDGAR: Quell'inquadratura finale con padre e figlia seduti al tavolo, nella stessa posizione del cavallo immersi nel buio perché la luce si è semplicemente spenna, racchiude alla perfezione il senso di melanconia e nichilismo che fa da colonna portante al film
che 'nte piacciono 'e patate?

ALE: Alla fine della visione come ti sei sentito?
EDGAR: Avevo come un vuoto nel petto, era un angoscia spaventosa 
ALE: Anche io! È stato qualcosa di straziante, ma al contempo magnifico
EDGAR: Un vulcano di tristezza eruttante
ALE: Posso affermare con assoluta certezza che Il Cavallo di Torino sia uno dei film più belli che io abbia mai visto
EDGAR: Me too

Voto
5 / 5