giovedì 27 marzo 2014

STILL LIFE - di Uberto Pasolini

ALE: Ci sono i film che attendi con trepidazione
EDGAR: Ci sono i film che... sticazzi
ALE: Poi ci sono quei film che non aspetti e vai a vedere per curiosità
EDGAR: e molte volte questi ti sorprendono piacevolmente

STILL LIFE


ALE: Still Life 
EDGAR: Natura morta
ALE: John May è un grigio e solitario impiegato comunale, il suo lavoro consiste nel ricercare i parenti in vita delle persone decedute in solitudine. Dopo ventidue anni di onorato servizio, al metodico John viene comunicato che a seguito di alcuni tagli al personale è stato licenziato. L'ultimo caso diventa per lui ragione di vita.


EDGAR: Uberto Pasolini, che non ha nessun legame di parentela con Pier Paolo, ha scritto e diretto un film non facile
ALE: Non che sia complicato da capire
EDGAR: Non è adatto a tutti! Forse è meglio definirlo così
ALE: C'è tanta tristezza
EDGAR: e malinconia
ALE: Guardando il film si soffre per il protagonista che in realtà non sembra preoccuparsi della sua situazione di "solitudine"
EDGAR: Pasolini ci fa sorridere ogni tanto, John arriva a casa e la sua cena è una scatola di tonno con una fetta di pane... e l'unica volta in cui cerca di prepararsi qualcosa di diverso finisce col bruciare il pesce in padella
ALE: Però è un sorriso amaro, d'altronde John è un omuncolo quasi insignificante! Vive la giornata come una routine da ripetere fino alla fine dei suoi giorni
EDGAR: Arrivi quasi a pensare che in realtà lui sia un automa programmato per svolgere determinate funzioni
ALE: L'unica soddisfazione si trova nel lavoro che svolge con precisione chirurgica
EDGAR: John May rappresenta la solitudine ed è la metafora di una continua ricerca dell'uomo verso un qualcosa che gli dia soddisfazione: la ricerca dell'esistenza
ALE: Esattamente! John come dice il titolo è una "natura morta"
EDGAR: Pasolini sembra ammonirci mostrandoci un uomo che ha rifiutato di condividere la propria vita, estraniandosi da rapporti! Un po' come faceva Theodore in "Lei"
ALE: Ma se il protagonista ci ha toccato così tanto non è solo merito di una scrittura efficace ma sopratutto di un grande Eddie Marsan che interpreta un ruolo ambiguo, ingannevole per una presunta facilità di impersonificazione
EDGAR: L'attore Londinese, invece, ha recitato in sottrazione mettendo ancora più a nudo il carattere del suo personaggio


EDGAR: Quello che colpisce è anche il fattore tecnico
ALE: La regia di Pasolini è asciutta, minimalista
EDGAR:Assolutamente funzionale ed elegante... minchia senti come parlo forbito
ALE: Per favore Edgar... 
EDGAR: Scusa rompipalle
ALE: Dicevamo: Pasolini usa pochissimi movimenti di macchina, raramente vediamo carrelli, panoramiche o altro
EDGAR: Le inquadratura sono ferme, statiche e tutte costruite secondo una rigidissima geometria
ALE: Ottima osservazione, in certi fotogrammi è possibile notare come siano stati disposti in maniera simmetrica i personaggi in scena: una regia molto schematica, proprio come la vita di John
EDGAR: Infatti al Festival di Venezia Pasolini è stato premiato nella sezione "Orizzonti" 


ALE: Il finale ha una doppia anima
EDGAR: Mi ricorda qualcuno...

ALE: Dai! 
EDGAR: Giusto, il finale è doppio... Pasolini spiega come in fin dei conti l'uomo sulla terra sia solo di passaggio e sta a noi stessi mantenere il nostro ricordo: le nostre azioni in vita coinvolgono delle persone, ma se nel nostro percorso non abbiamo avuto modo di legare con qualcuno a chi rimarrà il nostro ricordo?
ALE: O accendi la scintilla, condividendo un momento di gioia
EDGAR: o al tuo funerale l'unico presente sarà un funzionario comunale... e forse neanche quello


ALE: Grandissimo film
EDGAR: Carico di tristezza e malinconia 
ALE: Tant'è che esci dalla sala con una fitta al cuore
EDGAR: e le palle un po' pesanti... dai era un pochino lento, bello eh... ma un pochino lento lo era vero? Ale dove vai? ALE! DAI MA NON PRENDERTELA COSÌ OGNI VOLTA!

Voto:







Il nostro caro amico Jean Jacquesa di "Recensioni Ribelli" ha detto la sua su questo film, dategli un'occhiata!

sabato 22 marzo 2014

LEI (Her) - di Spike Jonze

ALE: Eccoci
EDGAR: Di nuovo con voi piccole merdine umane
ALE: Poi mi chiedi perché vorrei licenziarti

LEI
(ovvero una valida alternativa alla chat erotica)


ALE: Due occhioni verdi nei quali ci si perde fin dalla prima inquadratura
EDGAR: Stiamo parlando di Theodore, un omuncolo che per vivere scrive lettere stracciapalle su commissione
ALE: A differenza del cretino qui presente, Theo ci sa fare con le parole
EDGAR: Da poco si è lasciato con la moglie che attende la sua firma per i documenti del divorzio
ALE: È un personaggio solo, triste immerso in un futuro indistinto, caldo e soffice 
EDGAR: Un futuro molto diverso da quello che si vede nei film di... Gilliam... per esempio
ALE: Compra un sistema operativo tutto nuovo, con un intelligenza artificiale: SAMANTHA 
EDGAR: Ed ecco che il nostro eroe inizia a provare qualcosa per la sua nuova compagna
INQUADRATURE SBOLLATEEEEEEEEEEEH!!!1!!11!%££"!$
ALE: Quello che abbiamo pensato subito, appena finito il film è stato:
EDGAR: Che figa Scarlett!
ALE: No... 
EDGAR: Cosa abbiamo detto?
ALE: "Che Bello...."
EDGAR: Ah già, originali come sempre! 
ALE: Spike Jonze ha messo in piedi un'emozione
EDGAR: Theodore si muove lungo le vie della città parlando amorevolmente con la sua Samantha, così vicini ma allo stesso tempo così lontani
ALE: Uno dei temi fondamentali del film è la lontananza appunto 
EDGAR: I personaggi sono distanti tra loro, evitano il contatto fisico a meno che non si tratti di un approccio per una scopata
ALE: PERSINO IL SESSO è ha fatto a distanza, in chat-room telefoniche
EDGAR: Theodore, ma come tutti del resto, si chiude in una gabbia dei sentimenti e non ne esce
ALE: Persino la ex-moglie arriva a dirgli "Non sei capace di gestire le emozioni reali"
EDGAR: Theodore è un bambino che non vuole crescere, questo aspetto si nota sopratutto nel pianto di gelosia nei confronti di Samantha
ALE: Spike Jonze descrive il personaggio di Phoneix come un inadatto
EDGAR: e non tira in ballo temi sfrangiacazzi come "LA TEKNLOGIA DL NIOV MILLENNIOH!!"
ALE: semplicemente perché la tecnologia e l'intelligenza artificiale sono un pretesto per mostrare l'incomunicabilità che regna sovrana
EDGAR: L'insensato timore/menefreghismo di instaurare rapporti con il prossimo che sia d'amore o d'amicizia! L'Uomo è un povero sfigato secondo Jonze! TUTTI sono sfigati, avete visto che pantaloni porta Joaquin Phoneix?!
ALE: Fatta eccezione per la parentesi sui pantaloni, Edgar ha detto una cosa sensata: ogni personaggio di questo film è uno sfigato, nel vero senso della parola! Tutti passano il tempo a commiserarsi, a piangere su sé stessi ed evitano i loro problemi; in altre parole vivono passivamente in attesa di un qualcosa che forse non arriverà mai


EDGAR: Poi sorge una domanda spontanea?
ALE: Chi è Samantha? Perché SPOILER se ne va? Perché dovrebbe amare più persone contemporaneamente?
EDGAR: Samantha rappresenta l'amore incondizionato e puro
ALE: Totalmente differente da quello di Theodore che è un amore UMANO

Ma che cazzo significa?
EDGAR: Theo è un uomo sulla quarantina che ha avuto le sue esperienze e le sue delusioni
ALE: Per Samantha invece c'è tutto un altro discorso
EDGAR: Lei è nata senza avere idea di cosa sia l'amore, perché avrebbe dovuto? È un sistema operativo! 
ALE: Quindi, grazie a Theo, inizia a conoscere l'affetto, impara cosa significa "innamorarsi" ed essendo il suo un amore appena sbocciato, è totalmente puro e si espande
EDGAR: Samantha è l'Amore 
ALE: E l'incredibile forza di questo sentimento riesce a unire un legame fra un essere in carne ed ossa e un insieme di byte e codici
EDGAR: Una battuta chiave del film viene pronunciata proprio dall'OS 
"Il cuore non è una scatola che puoi riempire, aumenta di volume ad ogni nuovo amore"
Infatti l'amore non può essere incatenato e deve espandersi, contagiando gli altri
ALE: In realtà se vogliamo leggere ancora un po' tra le righe ci sarebbe una piccola lettura religiosa...
EDGAR: Oddio cosa? 
ALE:L'amore incondizionato e puro... quello di Dio E SOPRATUTTO "Ci rivedremo in un posto migliore" a cosa ti fa pensare?
EDGAR: Ma vaff//////////////////////////////error404///////////////////////////////////

"Samantha rappresenta l'amore incondizionato e puro"
ALE: Al momento LEI è uno dei film più belli che abbiamo visto fino ad ora dall'inizio dell'anno
EDGAR: Merito di una scrittura brillante e delicata, ricca di sarcasmo e di romanticismo mai banale; Jonze dimostra una grande abilità nell'uso della penna.
ALE: Il regista di "Essere John Malkovich" scrive e dirige questo gioiellino che brilla di freschezza ed originalità
EDGAR: Prima di andare vogliamo lasciarvi con una domanda
ALE: Samantha "va via" insieme agli altri OS... ma dove secondo voi? 

Voto: 







EDGAR: Io un'idea di quello che succede dopo tra Samantha e gli altri Os me la sono fatta...