mercoledì 25 giugno 2014

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI - di Jonathan Demme

EDGAR: Ho fame
ALE: Anche io
EDGAR: Che ci mangiamo?
ALE: In frigo ci sono delle fave... Uh guarda! Abbiamo una bottiglia di Chianti!
EDGAR: Vado a vedere che cosa ci è rimasto del tipo del censimento

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI
(ovvero mai andare a cena da Hopkins)


ALE: Tutto è iniziato con Manhunter
EDGAR: Continuiamo la nostra retrospettiva sul personaggio di Hannibal Lecter
ALE: Oggi tocca al miglior film dedicato a questo personaggio
EDGAR: La storia segue sempre quel filo invisibile che viene tracciato in ogni opera di Harris: l'FBI per dare la caccia ai cattivi si rivolge ad un altro cattivo (forse "il più cattivo)

Clarice ed Hannibal discutono sulla questione del collezionismo dei francobolli
ALE: La prima scena importante è la seduta tra la Starling e Lecter
EDGAR: Anche se tutto il film può essere visto come una seduta psicoanalitica
ALE: un confronto di due ore tra sano e malato, bene e male 
EDGAR: Eppure il confine è molto labile



ALE: Nella recensione precedente parlavamo dell'adattamento dei romanzi
EDGAR: A differenza del film di Maan che risultava essere un grande thriller ma poco Harrisiano, questa pellicola mantiene inalterate le atmosfere della controparte cartacea.
ALE: Colpisce, innanzitutto, la messa in scena
EDGAR: Cupa e claustrofica, un continuo gioco di sguardi e primissimi piani.
ALE: Demme cerca di farti entrare in empatia con i personaggi ma nello stesso momento ti vuole soffocare
EDGAR: Il regista muove i personaggi in ambienti stretti che possono essere messi in parallelo con le loro psicologie: nella scena iniziale Clarice corre in un bosco, una metafora (forse?) della mente malata dei protagonisti della vicenda, la prigione e le celle così labirintiche altro non sono che il cervello di Hannibal Lecter
ALE: Jodie/Starling cammina, corre, striscia ma sopratutto esplora questi luoghi tetri e oscuri
EDGAR: Il film porta ad indagare il proprio io, tant'è che Clarice dovrà riesumare traumatici ricordi infantili e sarà proprio grazie al Dottor Lecter che riuscirà a far pace col proprio passato
ALE: e proprio come Hannibal, i cui sensi iper-sviluppati portano a scoprire quello che si nasconde dietro alla realtà, anche Clarice grazie ad un udito più affilato riesce ad avere salva la vita, sentendo semplicemente il cane della Magnum .357 di Buffalo Bill. Il Silenzio degli Innocenti invita lo spettatore ad andare oltre al reale, spingendo sempre più in là i propri sensi... sarà mica una metafora del Cinema?


EDGAR: Grazie al Silenzio degli Innocenti possiamo capire che Thomas Harris, in realtà, è un transessuale brasiliano, poiché anche qui è presente il tema della metamorfosi, uno dovrebbe pensare che sia ossessionato dal tema. Se Francis Dolarhyde trasfigurava nel Drago Rosso, qui James Gumb è un uomo che cerca disperatamente di diventare donna... infatti, ha la brillante idea di cucirsi un simpaticissimo tailleur in pelle umana
I tre protagonisti subiscono una trasformazione, Gumb da bruco diventerà una farfalla, Clarice Starling da timorata di Crawford diventerà una poliziotta adulta e con un carattere forte e il Dottor Hannibal Lecter da psicopatico killer rinchiuso in un manicomio criminale diventerà uno psicopatico killer quasi libero con indosso la faccia di un poliziotto e infine uno psicopatico killer con un panama
Io 'sta gente malata non la capirò mai
ALE: ma parliamo di lui
EDGAR: di Sir Anthony Hopkins
ALE: Un MOSTRO di bravura
EDGAR: Dopo la (piatta) interpretazione di Brian Cox, finalmente un caratterizzazione degna di questo nome
ALE: Il personaggio costruito da Hopkins è un uomo colto, intelligente, educato e macabramente ironico, lo sguardo magnetico è l'unico particolare che riesce a rivelare la sua vera natura
EDGAR: Gioca sul dualismo attrazione/repulsione: stiamo parlando di un assassino che mangia le proprio vittime eppure di fronte si fatica a non starlo a sentire, si è in qualche modo attratti da questa figura enigmatica ricca di fascino; infatti oggi il personaggio di Hannibal Lecter è diventato iconico, chiunque potrebbe riconoscerlo e i dettagli, come la maschera anti-morso, sono diventati oggetti di culto.


ALE: Tutto questo rende il film di Demme un capolavoro
EDGAR: Perfetto in ogni fotogramma
ALE: Guardare questo film è come guardare sé stessi allo specchio, tirando fuori tutto ciò che c'è di peggio dentro di noi

Voto:

lunedì 9 giugno 2014

MANHUNTER - Frammenti di un omicidio (1986) - di Michael Mann

ALE: Ti lamenti sempre che siamo in ritardo, poi però non fai nulla!
EDGAR: Non starmi addosso, ci sono delle volte che mi pesa il culo scrivere
ALE: Ma se sono io che scrivo!!
EDGAR: Si ok però io detto
ALE: Adesso me ne vado, così t'attacchi
EDGAR: Dai faccia da pirla vieni qui che dobbiamo lavorare

MANHUNTER - Frammenti di un omicidio
(ovvero... si boh però vabbè mmmh)


ALE: Come promesso eccoci qui! Iniziamo la nostra retrospettiva sul cannibale più famoso della storia del Cinema
EDGAR: Hannibal Lecter! 

A noi piacciono gli psicopatici ammazza-tutti
ALE: che poi... in questo film viene chiamato Lecktor
EDGAR: Ma perché? Michael ti faceva così schifo tenere lo stesso nome?
ALE: Questo rimane comunque il primo film ufficiale tratto dalla saga letteraria di Thomas Harris
EDGAR: La trama è quella del romanzo "Il delitto della terza luna", Will Grahm alle prese con Francis Dolarhyde
Ok... Tom Noonan è veramente inquietante
ALE: In molti ritengono questo film tra i migliori thriller degli anni '80 
EDGAR: E in parte forse hanno ragione
ALE: Merito di una messa in scena solida e ben studiata da parte di Sua Maestà Mann
EDGAR: Raggiunge momenti topici alternandoli però a momenti fiacchi
ALE: La meravigliosa scena finale in casa Dolarhyde e l'onirico Graham che rivive l'omicidio sono momenti pregevolissimi e mostrano una notevole precisione tecnica da parte di Mann... di contro però, i dialoghi eterni tra Will, il figlio, la moglie e Crawford sono al limite del tedioso
EDGAR: e poi c'è lui... il Dottore
No... Non lui!
EDGAR: Mi riferisco al Dottor Hannibal Lecter... Lecktor... Lecter.....
Ecco
ALE: Esattamente cos'ha Brian Cox che non va?
EDGAR: L'interpretazione? No, è abbastanza inquietante, quindi promosso l'attore
ALE: Che cosa manca quindi a questo personaggio?
EDGAR: LA STRUTTURA DI BASE
ALE: Quello sullo schermo NON è il Cannibale
EDGAR: Hanno trasformato un personaggio iconico in un semplice squilibrato mozzica-gente 
ALE: Il colloquio con Graham, che dovrebbe essere uno dei momenti topici del film, sembra un versione di Batman vs Joker di Nolan sotto sedativi
EDGAR: È piatto, non senti quel brivido lungo la schiena che normalmente provi leggendo un libro di Harris
ALE: E qui stanno per arrivare le parole pesanti contro di noi
EDGAR: Tu! Bimbominchia esaltato che sta scrivendo un commento negativo senza averci lasciato terminare, aspetta un secondo: non venirmi a dire "KAZZO CENTRA IL LIBRO CN IL FILM!!!1!1! SI KIAMA ADATTAMENTO MIKA PER GNENTE" e ti posso anche dare ragione, caro il mio utente stupido ma ecco spiegato il motivo per cui io ho ragione e tu fai schifo: l'adattamento cinematografico  di un libro non deve essere necessariamente fedele al 100% ma deve quantomeno preservarne l'anima o non snaturarla, a meno che tu non voglia fare qualcosa di completamente diverso e il che non avrebbe molto senso... se però ti chiami Stanley Kubrick puoi fare quello che vuoi          Shining              il film di Mann ha perso quella cupezza e quella psicologia malata che permea nei libri, ogni personaggio di Harris è a suo modo "pazzo" chi più, chi meno...
ALE: Per riprendere il suo discorso, in Manhunter manca la mitologia Lecteriana! I personaggi potrebbero essere benissimo chiamarsi in maniera differente e nessuno noterebbe la differenza.
EDGAR: Se il personaggio di Will Graham si fosse chiamato Gualtiero Bracchetti non sarebbe cambiato nulla



ALE: Se volete parliamo del film anche dal punto di vista tecnico, sicuri?
EDGAR: Si tratta di Michael Mann, che cazzo! È come parlare ancora di Scorsese, Kubrick e compagnia, la loro abilità con la macchina da presa è risaputa e alla fine ripeti sempre le stesse cose
ALE: Ok hai ragione, però diamo a Cesare quel che è di Cesare; Mann ha diretto (aiutato dalla fotografia) con una maestria e una sinfonia di colori straordinaria, peccato però che i colori luminosi non si addicano a questo genere.
EDGAR: È bravo! Un regista della Madonna che ci vuoi fare... anche se in questo caso come sceneggiatore perde un po' di punti 
ALE: Già... non abbiamo apprezzato la sceneggiatura 
EDGAR: Peccato
ALE: Il vero difetto del film è aver appiattito l'essenza dei personaggi fino a renderli i protagonisti di un classico thriller
EDGAR: Attenzione, con classico non vogliamo dire brutto! Intendiamo "canonico" 
ALE: Esattamente! Come film a sé renderebbe moltissimo, ma come trasposizione di QUESTO libro... ahimè

Voto

La visione comunque la merita, la nostra è più che una sufficienza perché lo studente ha le capacità, però non si applica.