mercoledì 29 ottobre 2014

THE STRAIN - 1ª Stagione

ALE: Attesa altissima
EDGAR: Man mano che uscivano i trailer, le immagini promozionali e le notizie mi partiva un durello che boh
ALE: Fine come sempre eh?

THE STRAIN
1ª stagione 


EDGAR: Pariamoci subito il culo: noi adoriamo Del Toro
ALE: Abbiamo apprezzato gran parte dei suoi prodotti
EDGAR: Non sapevamo che quel simpatico ciccione messicano avesse scritto una serie di romanzi a tema vampiresco
ALE: Attendavamo moltissimo questa serie, convinti che sarebbe stata una gran figata...
EDGAR: e inizialmente lo era!
ALE: Il pilot, oltretutto diretto da Del Toro stesso, è un 10 pieno: mette in tavola tutte le carte, presenta i personaggi, ci da i primi indizi sulla natura del morbo...
EDGAR:  insomma è un bel pilot con le palle e man mano che si va avanti con le puntate inizia a delinearsi bene la storia, inizialmente uno può dire che finalmente le cose non sono state fatte alla coppola di minchia! Tra l'altro il design delle creature è molto originale: viscido, disgustoso e fa venire i brividi anche se è un palese richiamo a Blade 2 diretto appunto da Del Toro e poi c'è una bella dose di splatter che non guasta mai. 
ALE: Molto bello l'aspetto virulento del vampirismo: non stiamo più parlando di creature sovrannaturali che odiano le croci o altro ma siamo di fronte ad una vero e proprio parassita.
EDGAR: Porca puttana quanto mi facevano impressione quei cazzo di vermetti, credevi veramente di averceli sotto pelle quei piccoli bastardi ogni volta che ne compariva uno mi veniva un prurito fastidiosissimo, 
ALE: ma... tu non ti puoi grattare... non hai un corpo
EDGAR: Massì tanto lo sai che parlo per metafore no?

Adesso vomito
ALE: Dai, dai! Ci siamo, possiamo farcela
EDGAR: Poi accade qualcosa, a circa metà stagione verso il 7/8° episodio
ALE: Si ferma tutto, la storia non va avanti. Inizia a girare su sé stesso
EDGAR: Ale... si dice che iniziano ad allungare il brodo
ALE: Si ma fammela fare un po' più 
EDGAR: Mo' su lascia perdere, la verità è che la serie comincia diventare una gran rottura di coglioni! Tra un episodio e l'altro non succede nulla se non un paio di flashback o qualche altra minchiatella. Ah ecco, fammi aprire una piccola parentesi sui flashback 
ALE: Prego... però... fai il bravo ok? Altrimenti ci tocca chiudere la baracca
EDGAR: Sono mai stato volgare io? Non mi pare! Dicevo: ci sono i flashback di Abraham Setrakian, questo ebreo, proprietario di un banco dei pegni di New York reduce della seconda dell'Olocausto... bene. Ha già incontrato questi vampiri.... molto bene. ORA MI DEVI SPIEGARE PER QUALE CAZZO DI MOTIVI NEL FLASHBACK DEVI FARMELI PARLARE IN INGLESE CON L'ACCENTO CRUCCO O SLAVO DI DOVE CAZZO È LUI! È UNA COSA CHE NON ACCETTO! HAI DEI FOTTUTI MILIONI PAGA UN ATTORE CHE PARLI NELLA SUA LINGUA MADRE DI MERDA!!! QUANDO SENTO EICHROST CHE PARLA INGLESE TEDESCANDO MI GIRANO I COGLIONI PERCHÈ MI STAI PRENDENDO PER IL CULO! ANDATE A CAGARE TUTTI!!! Detto questo... a te la parola
ALE: Si...e-ecco... in effetti è una stonatura, non si capisce perché i protagonisti messicani parlino tranquillamente in spagnolo mentre nei flashback il tedesco è proibito. 
EDGAR: ma parte questo PICCOLISSIMO dettaglio il vero problema della serie è la seconda parte della stagione che gira a vuoto, riempiendo i buchi alla bene e meglio giusto per far arrivare il tutto a 13 episodi quando ne basterebbero 10 se non meno!
ALE: Manca proprio quell'anima che invece c'era nei primi episodi
EDGAR: La fobia per un eventuale epidemia, non si respira più la paura. Agli inizi non potevi nemmeno fidarti dei tuoi amici o parenti
ALE: L'estrema attenzione con cui ammazzare i vampiri perché bastava un niente per rimanere contagiati
EDGAR: CAZZO c'erano buonissime premesse! Ma no! Hanno preferito trasformare il tutto in un merdosissimo The Walking Dead con i vampiri con personaggi al limite dell'odioso, PERCHÈ SÌ! LA MAMMA DELLA CO-PROTAGONISTA MESSICANA ora io non so se l'avete vista MA TU SPERI OGNI FOTTUTO SECONDO CHE LE CAPITI QUALCOSA DI BRUTTO, MA VERAMENTE BRUTTO! L'ODIO È PARI A QUELLO DI JOFFREY IN GAME OF THRONES! Con l'unica differenza che lui è un re stronzo padrone di un mega-regno lei invece è UNA VECCHIETTA DI MERDA FASTIDIOSA COME UN CATETERE, REGINA DELL'ALZHEIMER, STOP!
ALE: Edgar... davvero rilassati un momento, ti verrà un infarto
EDGAR: Tanto il cuore è il tuo
ALE: Senti, vai un po' a cagare


EDGAR: Ultima nota e poi vi lasciamo: la recitazione
ALE: Sommaria, poco partecipe. Tutti gli attori sembravano svogliati, recitavano perché erano lì davanti alla macchina da presa. Sopratutto nel finale
EDGAR: IL FINALE DELLA STAGIONE!!! CHE MERDA!! CHI È LO STRONZO CHE PENSATO FOSSE UNA BUONA IDEA?!?! ANDATE A CAGARE TUTTI!!! VI ODIO!!  AVEVATE UN'OTTIMA SERIE SUL PIATTO E CI AVETE PISCIATO SOPRA, ME NE VADO!!!
ALE: Ehm... s-scusate io...io non so davvero che dire ma purtroppo è vero. Il finale lascia molto a desiderare anche se, nell'ultimo, episodio hanno inserito quello che potrebbero (o speriamo) essere un punto di partenza interessante per il prosieguo della storia. Avevano in mano quello che poteva essere un'ottimo prodotto ma l'hanno trasformata in un versione fiacca di The Walking Dead... questo dice molto. È stata rinnovata per la seconda stagione, ma se devo essere sincero: preferirei che The Strain non tornasse più dalla tomba.


Voto complessivo della stagione


lunedì 27 ottobre 2014

Piangere al Cinema - Parliamone


Alzi la mano chi non ha mai pianto al Cinema. Non fate i duri come Edgar (che a dirla tutta è molto più piagnone del sottoscritto).
Il film nasce come mezzo di comunicazione: narrazione o emozione.
Quello che avviene davanti allo schermo è un continuo scambio tra noi ed il film, infatti alcune sequenze arrivano ad emozionarci fino alle lacrime, ma è sempre "giusto" piangere per un film?
Ragioniamoci un po' su: il pubblico è bello perché è vario, la sensibilità diversa tra spettatore e spettatore ci permette di capire dove il film vuole andare a parare.
Personalmente non amo essere pilotato fino alle lacrime, troppo facile così. Attenzione però: questo non significa necessariamente che il film sia brutto ma evidentemente sta cercando di colmare alcune "lacune".

Sfido chiunque a non avere un attimo di cedimento davanti a (per esempio) due adolescenti moribondi malati di cancro innamorati pazzamente l'un l'altro oppure un padre affetto da ritardo mentale a cui un giudice vuole togliere la figlia poiché non è in grado di badare a lei.
Ovviamente lo strazio dei personaggi lacera il cuore dello spettatore, è anche vero però che tutto questo lascia un certo cattivo odore nell'aria, come qualcosa di finto/fine a sé stesso.
Con questo però non voglio dire che TUTTE le volte in cui si piange veniamo pilotati, è giusto anche che ogni tanto buttino dentro un certa atmosfera che induce alla lacrimuccia... ma fatelo con garbo almeno! Dosate l'emotività con il contagocce!
Prendo in analisi un film relativamente recente: Amour di Haneke.
Trama molto semplice e lineare, senza particolari punti . Si parla di vecchiaia e di tutti i problemi che possono insorgere. Nella sua semplicità riesce a stracciarti il cuore più e più volte, senza però ostentare in maniera eccessiva la sofferenza. Un semplice schiaffo, un silenzio tra i due protagonisti vale più di mille sequenze. Certo, è un film drammatico che ti vuole far soffrire un poco ma è tutto giocato su toni leggeri.
Quando si arriva a parlare di certi argomenti è superfluo spingere sull'acceleratore; la morte, la malattia, la sofferenza e quant'altro sono elementi che creano a prescindere una forte empatia ma mettere troppa carne al fuoco non fa altro che rendere il tutto troppo ridondante e detto con sincerità, una gran rottura di palle.
Poi ci sono quelli che piangono per quella che si può definire "sensibilità artistica" un fotogramma, un dialogo o una scena talmente bella da indurti alle lacrime, ok qualcuno la chiama Sindrome di Stendhal però io sono convinto che si possa trovare una mediazione. Il primo bacio tra Adele ed Emma in La vita di Adele è potentissimo, visivamente travolgente... pochissimi secondi, di una rara bellezza artistica, che mi hanno lasciato di sasso, a stento ho trattenuto le lacrime. Trovo che sia questa l'emozione più bella, più vera nel Cinema: la lacrima scaturita da un nulla o da un piccolissimo dettaglio ma che riesce a colpirti come un secchio d'acqua fredda.

Ripeto, il pubblico è bello perché vario, io piangerò sempre sul finale di C'era una volta in America ma non sopporto Forrest Gump, chiamatemi pure arido se volete.
Ho sempre pensato che questi film iper-pompati siano frutto non dell'amore per il Cinema, ma dall'amore per i soldi perché il genere "lacrima facile" porterà sempre gente emotiva nelle sale con i conseguenti introiti. I pianti facili, purtroppo, il più delle volte influenzano il giudizio sul film: io mi sono sentito dire che Molto forte, incredibilmente vicino è uno dei film più belli mai fatti perché "mi ha fatto piangere" mente Cosmopolis era "orrendo"... Edgar vieni qui un secondo
MUORI BASTARDA DI MERDA! PIANGIMI STOCAZZO E AFFOGATI DI GELATO AL CIOCCOLATO PER SOPPERIRE ALLA MANCANZA D'AFFETTO NELLA TUA INUTILE VITA! SE DI CINEMA NON CI CAPISCI UN CAZZO NON CAGARE LA MINCHIA CON LE TUE STRONZATE E VAI A MORIRE A CASA TUA DAVANTI POMERIGGIO CINQUE
Il problema non è il film in sé, siamo noi che nonostante tutto continuiamo a guardarli perché preferiamo farci annacquare gli occhi piuttosto che pensare un minuto su quello che abbiamo appena visto; ma non importa dai, alla fine tutto questo ve lo sta dicendo uno che ha pianto due volte per i Guardiani della Galassia.

Ale

lunedì 13 ottobre 2014

BOXTROLLS: Le scatole magiche - di Anthony Stacchi e Graham Annable

ALE: Noi AMIAMO lo stop motion
EDGAR: ed "amare" è un eufemismo

BOXTROLLS
-Le scatole magiche-
(ovvero come mascherare un film serio)


EDGAR: Piccola parentesi, non ci sprecheremo in eventuali sinossi o cagosi riassunti di trama del film: avete le ditina per andare su Google e cercare tutte le informazioni che volete, il trailer e la recensione di qualcuno molto più serio di noi.



ALE: Questo è il primo film della Laika che vediamo, ma recupereremo Paranorman a giorni. Sappiamo "per sentito dire" che la casa di produzione è solita produrre film alquanto ambigui, in quanto si presentano come film per bambini ma con tematiche molto profonde e quanto mai attuali. Il primo teaser trailer, uscito qualche mese fa, ci colpì immediatamente
EDGAR: Sembrava promettere qualcosa di assolutamente geniale
ALE: Geniale... oddio no, cioè si! Mi aspettavo un gran film ma geniale forse è un po' troppo...
EDGAR: No? Il trailer di un film per bambini inizia dicendo "A volte c'è una madre, a volte c'è un padre, a volte ci sono due padri o due madri" ora, io non voglio fare lo spaccapalle ma se questo non è parlare di coppie omosessuali allora non chiamatemi più Edgar... spiega ai bambini di come sia normale avere due padri o due madri, se non è geniale questo! 
ALE: Ok, mi arrendo
EDGAR: NON VI È ALCUNA DIFFERENZA TRA DUE PADRI, DUE MADRI O MAMMA E PAPÀ! PREMIATE QUESTO FILM COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI!!! e poi c'è il tocco di classe; il villain che nel tempo libero si dedica al suo hobby preferito: fare la drag queen. SENTINELLE ALL'ERTA! SONO QUESTI I FILM CHE PLASMANO I BAMBINI E LI FANNO DIVENTARE RICCHIONI! ADINOLFI VUOLE LA MAMMA PERCHÈ È STATO CRESCIUTO DAI BOXTROLLS! E Alfano... vabbè Alfano è Pesce 

Dai cazzo sono uguali!
ALE: Oltre a questi temi, il film esplora elementi più legati all'infanzia come quelli legati al rapporto coi genitori; rapporti il più delle volte problematici dovuti alla presenza-non presenza, un po' come il padre di Winnie completamente disinteressato alla figlia
EDGAR: Lo stesso Uovo è cresciuto senza genitori... se non fosse che è stato allevato dagli adorabili Boxtrolls
ALE: La paura del diverso è un'altra tematica molto importante: nonostante nessuno nel paese di Pontecacio abbia mia visto effettivamente i troll, credono tutti che siano mostri sanguinari e divoratori di bambini
Mostri sanguinari e divoratori di bambini
EDGAR: Tutti credono a quello che Archibald racconta, un po' come accade nei regimi totalitari... infatti c'è persino il coprifuoco, io li odio i nazisti dell'Illinois
ALE: A proposito di nazisti: probabilmente siamo gli unici ma durante la caccia notturna da parte della squadra anti-boxtroll ci sono subito tornati in mente i rastrellamenti nazisti nei ghetti ebrei. Questo per ritornare al discorso di tematiche adulte raccontate ai bambini con un tono leggero. 
EDGAR: E poi ci sono loro: i Boxtroll, queste simpaticissime creaturine che si esprimono a gargarismi sono contemporaneamente la spalla comica e colonna portante del film.
ALE: Di incomprensibili mostricciattoli ne abbiamo già visti, i minion di "Cattivissimo me" sono un esempio
EDGAR: Ma sono troooooppo belli! Totalmente innocui, geniali e incredibilmente affettuosi. Tant'è che sostituiscono le figura genitoriali di Uovo.


EDGAR: Quando si parla di Stop-Motion si finisce sempre a parlare di Tim Burton, manco l'avesse inventato lui!
ALE: Eppure Anthony Stacchi e Graham Annable si non scostano troppo dall'immaginario Burtoniano e questo trovo sia una pecca
EDGAR: Mi trovo in accordo con lei, Sir
ALE: L'atmosfera giocosa, allegra e super colorata del sottosuolo in contrapposizione con il grigiore del sopra-mondo, è un chiaro riferimento a "La sposa cadavere"
EDGAR: Anzi no! non sono d'accordo, non penso nemmeno che sia una pecca
ALE: ...
EDGAR: Siamo noi che riconduciamo un film ad un altro. "Nightmare before Christmas" o "Frankenweenie" sono i film in stop-motion di maggior successo e c'è sempre di mezzo Tim... ma che cazzo vuol dire questo? Non è che tutti i film fatti con questa tecnica vogliono copiarlo! Lo stop-motion è alla base dei cartoni animati, punto. Poi l'aspetto della differenza tra i due mondi non mi sembra nemmeno così rilevante semplicemente perché è ai dei fini della storia e se vogliamo dirla tutta, il sopramondo non c'entra un cazzo col mondo dei vivi de La Sposa Cadavere.
ALE: Oggi mi stupisci!
EDGAR: Dai vai a cagare pirla! Ah comunque il film è assolutamente adorabile, lo consigliamo vivamente ai bambini ma anche agli adulti... ai Ciellini, agli adinolfisti, alle sentinelle in piedi, ad Alfano, a Salvini e a tutta quella manica di coglioni come loro. Sapete perché? Il film ci insegna una cosa semplice, se volete anche infantile, ma fondamentale: non è mai troppo tardi per cambiare.

Voto:







PS Una volta terminato il film restate seduti, a metà circa dei titoli di coda c'è una gustosissima cosa che vi farà apprezzare ancora di più questa tecnica straordinaria

giovedì 2 ottobre 2014

SIN CITY (2005) - di Robert Rodriguez e Frank Miller

"Gli sbirri non sono la legge nella città vecchia. Qui la legge sono le signore: belle e spietate; se hai i soldi in tasca e stai alle regole, ti faranno toccare il cielo con un dito, ma se sgarri, sei cadavere."
ALE: Con questa frase che descrive perfettamente l'universo di Sin City, vogliamo iniziare la nostra recensione
EDGAR: Ed io piango... perché è un sacco bello

SIN CITY
(ovvero quando due mondi si scontrano)



ALE: Due mondi come quelli di Miller e Rodriguez
EDGAR: Cioè i mondi di due maestri a confronti!
ALE: che poi, Rodriguez bravo eh! Non c'è che dire... però definirlo Maestro mi pare troppo
EDGAR: Tarantino è tamarro?
ALE: Si però non vedo cosa
EDGAR: Rodriguez è tamarro?
ALE: Si però
EDGAR: E allora sono maestri entrambi, ognuno a modo loro
ALE: Ho solo detto che
EDGAR: Rodriguez è il fratello scemo di Tarantino, quindi Maestro pure lui. Andiamo avanti

Mickey Rourke la mattina, dopo essersi fatto la barba
ALE: Quella che sembra una perfetta trasposizione del fumetto al cinema
EDGAR: Le strafighe tavole di Miller ricreate perfettamente con la macchina da presa e una spruzzata di CGI da quel matto di Rodriguez
ALE: e infatti è proprio il peculiare aspetto visivo la parte più interessante di tutto il film

oltre alla svariata quantità di donne nude (o semi-nude)armate
EDGAR: Stiamo parlando di una massiccia dose di VFX, è vero! Ma non vuol dire niente! Il fine giustifica i mezzi... ok è un po' una paraculata lo ammetto
ALE: Anziché parlare di cagate, tocchiamo la parte migliore del film: LA CITTÀ VECCHIA
EDGAR: Sin City è una città sporca, cattiva e corrotta, dove sono le signore a fare da padrone e una parola di troppo può far più danni di una calibro .45
ALE: Sei pulp, molto pulp... pure troppo!
EDGAR: È l'atmosfera del film scusa! Sin City è un misto perfetto tra noir e hard-boiled, i dialoghi taglienti sembrano usciti dalle pagine di "Detective Tales" o di qualche altra rivista pulp.
ALE: I personaggi sono uguali alla città: brutti, sporchi e cattivi. Anti-eroi per eccellenza ma con cui ci è impossibile non simpatizzare; tutti sono mossi dai motivi più disparati, vendetta o un semplice tornaconto personale
EDGAR: L'unica gallina bianca è il detective John Hartigan, interpretato da Bruce Willis: cupo, truce e con un codice d'onore d'acciaio, ma questo è un espediente narrativo quasi obbligato per Miller. In tutto questo mare di merda al pubblico serve ritornare coi piedi per terra e il personaggio di Willis fa proprio questo, si potrebbe definire come il punto di riferimento o il sottile confine che separa bene e male.
ALE: Hartigan è l'ancora di salvezza in un mondo popolato da cannibali, energumeni, killer micidiali e bastardi gialli


EDGAR: Sin City è un film che vedi una volta e non potrai più dimenticarlo
ALE: Violenza ed un efferatezza grottesca eppure dannatamente divertente
EDGAR: La scena di Dwight e Jackie Boy in auto è simbolo dell'universo creato da Miller
ALE: Follia e realtà (per quanto assurda) uniti in un unico luogo, angusto e stretto
EDGAR: Un operazione rischiosa, a rischio strozzata
ALE: Non è un prodotto per tutti, proprio per la sua singolarità 
EDGAR: Ma è questa caratteristica che rende Sin City un piccolo gioiello

Voto: