lunedì 27 ottobre 2014

Piangere al Cinema - Parliamone


Alzi la mano chi non ha mai pianto al Cinema. Non fate i duri come Edgar (che a dirla tutta è molto più piagnone del sottoscritto).
Il film nasce come mezzo di comunicazione: narrazione o emozione.
Quello che avviene davanti allo schermo è un continuo scambio tra noi ed il film, infatti alcune sequenze arrivano ad emozionarci fino alle lacrime, ma è sempre "giusto" piangere per un film?
Ragioniamoci un po' su: il pubblico è bello perché è vario, la sensibilità diversa tra spettatore e spettatore ci permette di capire dove il film vuole andare a parare.
Personalmente non amo essere pilotato fino alle lacrime, troppo facile così. Attenzione però: questo non significa necessariamente che il film sia brutto ma evidentemente sta cercando di colmare alcune "lacune".

Sfido chiunque a non avere un attimo di cedimento davanti a (per esempio) due adolescenti moribondi malati di cancro innamorati pazzamente l'un l'altro oppure un padre affetto da ritardo mentale a cui un giudice vuole togliere la figlia poiché non è in grado di badare a lei.
Ovviamente lo strazio dei personaggi lacera il cuore dello spettatore, è anche vero però che tutto questo lascia un certo cattivo odore nell'aria, come qualcosa di finto/fine a sé stesso.
Con questo però non voglio dire che TUTTE le volte in cui si piange veniamo pilotati, è giusto anche che ogni tanto buttino dentro un certa atmosfera che induce alla lacrimuccia... ma fatelo con garbo almeno! Dosate l'emotività con il contagocce!
Prendo in analisi un film relativamente recente: Amour di Haneke.
Trama molto semplice e lineare, senza particolari punti . Si parla di vecchiaia e di tutti i problemi che possono insorgere. Nella sua semplicità riesce a stracciarti il cuore più e più volte, senza però ostentare in maniera eccessiva la sofferenza. Un semplice schiaffo, un silenzio tra i due protagonisti vale più di mille sequenze. Certo, è un film drammatico che ti vuole far soffrire un poco ma è tutto giocato su toni leggeri.
Quando si arriva a parlare di certi argomenti è superfluo spingere sull'acceleratore; la morte, la malattia, la sofferenza e quant'altro sono elementi che creano a prescindere una forte empatia ma mettere troppa carne al fuoco non fa altro che rendere il tutto troppo ridondante e detto con sincerità, una gran rottura di palle.
Poi ci sono quelli che piangono per quella che si può definire "sensibilità artistica" un fotogramma, un dialogo o una scena talmente bella da indurti alle lacrime, ok qualcuno la chiama Sindrome di Stendhal però io sono convinto che si possa trovare una mediazione. Il primo bacio tra Adele ed Emma in La vita di Adele è potentissimo, visivamente travolgente... pochissimi secondi, di una rara bellezza artistica, che mi hanno lasciato di sasso, a stento ho trattenuto le lacrime. Trovo che sia questa l'emozione più bella, più vera nel Cinema: la lacrima scaturita da un nulla o da un piccolissimo dettaglio ma che riesce a colpirti come un secchio d'acqua fredda.

Ripeto, il pubblico è bello perché vario, io piangerò sempre sul finale di C'era una volta in America ma non sopporto Forrest Gump, chiamatemi pure arido se volete.
Ho sempre pensato che questi film iper-pompati siano frutto non dell'amore per il Cinema, ma dall'amore per i soldi perché il genere "lacrima facile" porterà sempre gente emotiva nelle sale con i conseguenti introiti. I pianti facili, purtroppo, il più delle volte influenzano il giudizio sul film: io mi sono sentito dire che Molto forte, incredibilmente vicino è uno dei film più belli mai fatti perché "mi ha fatto piangere" mente Cosmopolis era "orrendo"... Edgar vieni qui un secondo
MUORI BASTARDA DI MERDA! PIANGIMI STOCAZZO E AFFOGATI DI GELATO AL CIOCCOLATO PER SOPPERIRE ALLA MANCANZA D'AFFETTO NELLA TUA INUTILE VITA! SE DI CINEMA NON CI CAPISCI UN CAZZO NON CAGARE LA MINCHIA CON LE TUE STRONZATE E VAI A MORIRE A CASA TUA DAVANTI POMERIGGIO CINQUE
Il problema non è il film in sé, siamo noi che nonostante tutto continuiamo a guardarli perché preferiamo farci annacquare gli occhi piuttosto che pensare un minuto su quello che abbiamo appena visto; ma non importa dai, alla fine tutto questo ve lo sta dicendo uno che ha pianto due volte per i Guardiani della Galassia.

Ale

4 commenti:

  1. Una delle volte che ho pianto credo, è stato per il finale di "Lady vendetta". Quella torta bianca, quel ritrovo, quella musica... piango ancora adesso.
    Edgar comunque non delude mai, è sempre una garanzia! <3

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  2. Edgar idolo! Al cinema non ho mai pianto. Però sono tanti i film che mi hanno strappato lacrimuccie. The Road mi ha quasi fatto diventare una fontana, fortuna che l'ho visto da solo. Moon, Still Life, Ladri di biciclette, Edward mani di forbice e Big Fish ho dovuto guardarli con i fazzoletti in mano. Roma città aperta nella famosa scena mette sotto stress le mie ghiandole lacrimali. Il finale de La sottile linea rossa inumidisce sempre le mie palpebre, cosi come i finali di Lost In Translation, C'era una volta in America, Il labirinto del Fauno e La strada.

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  3. Seguo da poco "Una poltrona per due" ed è la prima volta che lascio un commento (in generale sono una "lettrice nell'ombra" mi faccio prendere dal post, dall'articolo, ma raramente lascio un segno del mio passaggio); spero mi perdonerai per il deragliamento dal "binario del cinema"...
    Mi premeva lasciare un commento, perché, giusto l'altro giorno, parlavo con amici delle emozioni che si provano a teatro, in particolare la domanda calda della discussione è stata "Voi avete mai pianto a teatro?".
    Purtroppo (?) non ho ancora assistito ad uno spettacolo tanto forte da farmi pulsare gli occhi per le lacrime. Penso sia un'emozione un po' complessa da trovare nel teatro "noto" pieno di bei costumi, luci, musiche e attori sicuramente molto bravi.
    Purtroppo barcollo un po' nel buio per quanto riguarda la ricerca nel mondo del teatro "meno conosciuto" e mi chiedo se "lì" ci sia la chiave per provare l'emozione che sto cercando.
    Allora chiedo anche a te "Hai mai pianto a teatro? Hai mai visto uno spettacolo che ti ha messo in subbuglio la pancia e ti ha fatto rimuginare per tanto tempo?".
    (Faccio un piccolo appunto per non essere fraintesa: ho assistito ad alcuni spettacoli BELLI, profondi, genuini che mi hanno lasciato qualcosa una volta chiuso il sipario,ma si è sempre trattato di spettacoli commedia, di storie a lieto fine! La mia ricerca vuole addentrarsi in spettacoli dalle note nere, dal sapore amaro che quasi ti fa uscire incazzato dalla sala -ma solo in un primo momento).
    A presto

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