sabato 27 dicembre 2014

Top 10 2014


EDGAR: Ecco che torna, puntuale come le tasse, la nostra Top 10
ALE: Abbiamo inserito qui di seguito i nostri 10 Migliori Film del 2014
EDGAR: Come se fossero deficienti 
ALE: Vabbè... non si sa mai!
EDGAR: Ovviamente non occorre ricordare che questa è la nostra classifica e sticazzi della vostra opinione, soprattutto non stupitevi se manca qualche film da voi ritenuto capolavoro perché semplicemente potremmo non averlo visto quindi non pestateci lo scroto se il vostro preferito manca all'appello

Top 10 - 2014

#10 Storie Pazzesche  
di Damian Szifròn

ALE: Una graditissima sorpresa!
EDGAR: Non ci avrei scommesso una lira e invece ci siamo trovati di fronte ad un gioiellino
ALE: Prodotto da Almodòvar infatti, il film ne ricorda i fasti della gioventù
EDGAR: Un pellicola cattivissima, scorretta e con parecchio black-humor che non guasta mai ed è il nostro preferito. 
ALE: Oltretutto è un film suddiviso in sei episodi e non è facile tenere un ritmo così alto per tutta la durata
EDGAR: e, secondo noi, ogni episodio è una perla. Tutti ben scritti, ben girati e sadicamente divertente
ALE: Commedia leggera ma molto interessante, da recuperare

#9 Guardiani della Galassia 
di James Gunn

ALE: Chi l'avrebbe mai detto! 
EDGAR: Il miglior film Marvel dopo Avengers
ALE: Un bellissimo racconto su una banda di disadattati che, senza sapere come, cercano di salvare la Galassia.
EDGAR: La peculiarità... senti come sono altolocato.... la peculiarità sta proprio nei protagonisti che, a differenza di tutti gli altri personaggi superfighi, sono dei perdenti o per meglio dire sfigati.
ALE: E poi Gunn ambienta tutto il film "in una galassia molto, molto lontana" portando per la prima volta un film Marvel nello spazio aperto star wars
EDGAR: e poi è divertente, coinvolgente ed emozionante! Non vi basta? Beh noi abbiamo visto questo film per ben tre volte e Ale ha pianto per tutte e tre le volte sempre negli stessi punti.
ALE: Anche tu hai pianta faccia di culo
EDGAR: Si ma io meno
ALE: Non è colpa mia... Io sono sensibile
EDGAR: Io sono stronzo
GROOT: Io sono Groot

#8 Gran Budapest Hotel
di Wes Anderson

ALE: È un cinema da vedere
EDGAR: No... cioè, nel vero senso della parola... va visto
ALE: Anzi più che vedere bisogna quasi leggerlo, come se fosse un libro pop-up
EDGAR: Tecnicamente ineccepibile; è tutto così caramelloso e bambinesco
ALE: Grottesco in parecchi punti non può che suscitare l'interesse dello spettatore sin dalla prima inquadratura.
EDGAR: e poi Anderson è un regista di piccole storie che si amalgamano per dar vita a delle macro storie; sembrano quasi tratte da libri per ragazzi per la loro semplicità
ALE: ma quel che resta più impresso è proprio la messa in scena: perfetta e, secondo il mio parere, ipnotica.

#7 The Wolf of Wall Street
di Martin Scorsese

EDGAR: È vero non ci aveva fatto impazzire
ALE: Però, ultimamente l'abbiamo rivalutato un pochino; il fatto che non ci siamo strappati i capelli non vuol dire che sia brutto anzi!
EDGAR: Ne parliamo meglio nella recensione di qualche mese fa

#6 Lei 
di Spike Jonze

ALE: Film che abbiamo adorato alla follia
EDGAR: Un piccolo gioiellino
ALE: Vi rimandiamo al post di Marzo in cui analizziamo il film
EDGAR: Da recuperare assolutamente
ALE: Un consiglio: in lingua originale

#5 A proposito di Davis
dei Fratelli Coen

ALE: Amici, sono i fratelli Coen... non vi basta questo?
EDGAR: Come al solito, qui trovate la recinzione
ALE: *canticchia Please Mr. Kennedy oh oh...

#4 Maps to the Stars
di David Cronenberg

ALE: Continua l'esplorazione di Cronenberg 
EDGAR: Il regista Canadese continua a scavare nei punti più oscuri della nostra società per tirarne fuori il marcio
ALE: con Maps to the Stars ha raggiunto l'alfa di tutto: Hollywood
EDGAR: David passa da un macrocosmo che era Cosmopolis ad un microcosmo, tutto è solo un pretesto per mostrarci senza filtri come vede lui il 21 secolo: un'epoca fatta di cannibali che passano il tempo a divorarsi tra loro, dove l'apparenza non inganna ma è tutto.
ALE: Un gradino sotto il precedente film, che resta una delle punte massime toccate dal Cinema negli ultimi vent'anni, Maps to the Stars è un film da vedere, metabolizzare e amare.

#3 Solo gli Amanti Sopravvivono
di Jim Jarmusch

EDGAR: Poetico
ALE: Molto attuale
EDGAR: Vampiri, come divinità, in un mondo popolato da zombie che è il loro modo "affettuoso" di chiamare noi umani
ALE: Jarmusch compone un requiem per l'umanità che si avvia lentamente alla disfatta e probabilmente si concluderà con solo due sopravvissuti: Adam ed Eve.
EDGAR: La regia ricercata in più momenti va a braccetto con una fotografia morbida e calda.
ALE: Ogni inquadratura sembra un dipinto, alcuni primi piani ricordano i pittori fiamminghi.
EDGAR: Secondo noi, Solo gli Amanti Sopravvivono, è un'opera d'arte completa; uscita in Italia con un anno di ritardo... aaah la distribuzione fatta a modino, questa sconosciuta.

#2 Sils Maria
di Olivier Assayas

EDGAR: Il primo impatto potrebbe far pensare che si tratta di un film sulla vita dell'attore eppure, se siete abbastanza intelligenti cercherete di approfondire maggiormente la visione.
ALE: Sils Maria, da buon film Nietzchiano, ci parla dell'eterno ritorno e dello scorrere del tempo.
EDGAR: Le scene si susseguono in un continuo alternarsi continuo, il personaggio della Binoche è l'anima del film
ALE: Vediamo su di lei tutto quello che Assayas ci vuole raccontare: è inutile scappare perché le nuvole del passato ti seguiranno sempre e insinuandosi dentro di te, proprio come fa il serpente nella valle di Maloja
EDGAR: Magistrali le scene con la Binoche e la Stewart, sorprendentemente brava, in cui si respira una fortissima carica erotica
ALE: Che se ne dica, ma la pulsione sessuale fra le due è potentissima e si sente in maniera tangibile e pare che entrambe ne siano spaventate.
EDGAR: Bello vedere come realtà e teatralità si confondono, in certi momenti non si riesce a capire se stiano provando delle battute dello spettacolo oppure si tratta semplicemente di un dialogo fra le due
ALE: Da vedere assolutamente

e per i farabutti di Una Poltrona per Due? 
Quale sarà il miglior film del 2014?
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#1 L'amore Bugiardo - Gone Girl
di David Fincher

ALE: L'ultima grande uscita del 2014
EDGAR: Un gigantesco thriller di David Fincher
ALE: Ammettiamo che ci fa un po' strano vedere tutti questi grandi cineasti dietro ad un thriller
EDGAR: Era impossibile, però, non dare il premio più ambito del web a questo film
ALE: Probabilmente è il meno profondo (anche se dubito di questo) ma la tensione e lo sconvolgimento emotivo che ti causa non può passare inosservato
EDGAR: Fincher si è sempre dimostrato un grandissimo regista in questo genere
ALE: Toccando vette come Zodiac e Millennium
EDGAR: Gone Girl è un film nichilista. Non viene mostrato mai uno spiraglio di speranza nemmeno nel finale, molto cupo.
ALE: È difficile esprimere le sensazioni che abbiamo provato a fine visione, l'unico modo per poter intendere ciò di cui parliamo è vedere il film e provare sulla propria pelle i brividi.
EDGAR: È raro trovare un thriller ora come ora che riesca davvero a farti provare una tale inquietudine e per questo è giusto premiare Fincher.
ALE: Alcuni hanno definito la sceneggiatura del film poco brillante
EDGAR: Ma vaffanculo! 
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ALE: Questa è la nostra opinione sul 2014 cinematografico, un anno che tutto sommato non ha brillato particolarmente di grandi uscite.
EDGAR: Ci rivediamo a Gennaio 2015 con le nuove recinzioni!
ALE: che poi solo il primo ci sono due nomi fortissimi Eastwood e Burton... speriamo in bene

venerdì 19 dicembre 2014

Sulla questione The Interview


Torniamo dopo quasi un mese di silenzio (per impegni vari e mancanza di tempo) e non con una recensione, volevamo fare una piccola riflessione sulla questione The Interview.
È ormai noto quello che è successo alla Sony: un imponente attacco informatico ai server del colosso giapponese, con il conseguente leak di tutti i dati riservati della compagnia; notizie top-secret, mail, dati del personale e ogni tipo file è stato dato in pasto alla rete.
Anonymous? No, dietro a questa cyberwarfare ci sarebbe un gruppo che si è autonominato "Guardians Of Peace"





Appurato quindi che dietro l'attacco non può che esserci la Corea del Nord, la Sony ha deciso di cancellare l'uscita del film "del terrorismo" come è stato definito.
Premessa: diamo per scontato che conosciate la trama del film, in caso contrario andatevela a cercare.
Questo evento è sostanzialmente la morte della libertà, sembra paradossale visto che l'ego statunitense è simboleggiato da un'enorme statua a New York in suo onore e ancor più paradossale è il modo in cui Zio Sam si fa come promotore di madame libertà in pubblica piazza per poi nascondersi dietro un angolo quando un paese grande quanto il mio tappeto del bagno fa la voce grossa.
Certo, la Corea del Nord i Guardiani della Pace hanno nominato il fatidico 11 Settembre e questo ha riportato alla mente bruttissimi ricordi, chiunque si sarebbe preso una strizza; un po' come se da noi facessero un film sul neofascismo e qualcuno nominasse Piazza Fontana.
Una cosa però non riusciamo a comprendere: è davvero la paura di un attentato che ha costretto la Sony ad un dietrofront o forse è stato il dietrofront di moltissime sale americane a far spaventare la casa di distribuzione?
L'idea di quei milioni persi deve aver terrorizzato la Sony al punto di ritirare il film dal mercato ma così facendo è certo che non ci caveranno alcun ragno dal buco perché in nessun caso il film verra venduto, nemmeno in direct-to Home video. La Sony è diventata in breve tempo sinonimo di codardia e le (giuste) reazioni indignate di Hollywood non hanno fatto altro che scavare una fossa sempre più profonda, in altre parole si è tirata la zappa sui piedi. La vittoria del terrorismo, anche se può suonare un tantino esagerato come termine, è la dimostrazione di quanto l'industria cinematografica sia diventata schiava del denaro e quindi cagasotto. La questione potrebbe essere imputabile al massiccio e continuo leak di notizie riservate che oltre a danneggiare l'immagine potrebbe portare la perdita di ulteriori investitori. Ora, noi ci chiediamo una cosa: siamo veramente arrivati al punto in cui una nazione estera decide cosa si può mettere in commercio e che cosa no? Una dittatura si è imposta su un mercato che non gli appartiene, uccidendo così ogni tipo di libertà. Addirittura Kim Jong Un ha minacciato gli Stati Uniti, suona tutto così ridicolo! Un asiatico paffutello, con evidenti problemi di autostima, minaccia una delle più grosse potenze militari del mondo; roba che se provassero anche solo a scoreggiare sul territorio americano la Corea del Nord verrebbe trasformata in un parcheggio nel giro di ventiquattro ore. Obama! Perché non sganci Clint Eastwood su Pyongyang? Quanto pensi che ci metta quel vecchio bastardo a risolvere il problema?

Noi possiamo dire quello che ci pare, resta il fatto che hanno vinto loro, la Sony è riuscita a barattare la libertà con qualche milione di dollari. Le implicazioni si faranno sentire d'ora in poi, perché qualunque dittatore da strapazzo si sentirà in diritto di minacciare una nazione estera quando qualcosa non gli andrà a genio; ma ci credereste se vi dicessimo che questa vergogna ha portato qualcosa di buono? Un film che non ha visto nemmeno il tanto adirato leader coreano -immaginatevelo paonazzo, sudato e gonfio di rabbia mentre bofonchia qualcosa ai suoi sottufficiali facendo su e giù per il suo ufficio ansimante e vi sembrerà tutt'altro che minaccioso- è riuscito, ancor prima di essere proiettato nelle sale, a creare un tale clima di tensione. La dimostrazione della potenza del Cinema: un mezzo di comunicazione ed espressione che può diventare incredibilmente scomodo persino per un dittatore che vive dall'altra parte del globo... e questo ci piace.
Non sapremo mai come sarà veramente The Interview, probabilmente il film arriverà in streaming su qualche sito pirata o verrà scaricato illegalmente da milioni di utenti, quello che è certo sarà la nomea che lo accompagnerà: il film che non volevano farci vedere; se solo la Sony avesse sfruttato questa occasione.

Due spettatori indignati