venerdì 19 dicembre 2014

Sulla questione The Interview


Torniamo dopo quasi un mese di silenzio (per impegni vari e mancanza di tempo) e non con una recensione, volevamo fare una piccola riflessione sulla questione The Interview.
È ormai noto quello che è successo alla Sony: un imponente attacco informatico ai server del colosso giapponese, con il conseguente leak di tutti i dati riservati della compagnia; notizie top-secret, mail, dati del personale e ogni tipo file è stato dato in pasto alla rete.
Anonymous? No, dietro a questa cyberwarfare ci sarebbe un gruppo che si è autonominato "Guardians Of Peace"





Appurato quindi che dietro l'attacco non può che esserci la Corea del Nord, la Sony ha deciso di cancellare l'uscita del film "del terrorismo" come è stato definito.
Premessa: diamo per scontato che conosciate la trama del film, in caso contrario andatevela a cercare.
Questo evento è sostanzialmente la morte della libertà, sembra paradossale visto che l'ego statunitense è simboleggiato da un'enorme statua a New York in suo onore e ancor più paradossale è il modo in cui Zio Sam si fa come promotore di madame libertà in pubblica piazza per poi nascondersi dietro un angolo quando un paese grande quanto il mio tappeto del bagno fa la voce grossa.
Certo, la Corea del Nord i Guardiani della Pace hanno nominato il fatidico 11 Settembre e questo ha riportato alla mente bruttissimi ricordi, chiunque si sarebbe preso una strizza; un po' come se da noi facessero un film sul neofascismo e qualcuno nominasse Piazza Fontana.
Una cosa però non riusciamo a comprendere: è davvero la paura di un attentato che ha costretto la Sony ad un dietrofront o forse è stato il dietrofront di moltissime sale americane a far spaventare la casa di distribuzione?
L'idea di quei milioni persi deve aver terrorizzato la Sony al punto di ritirare il film dal mercato ma così facendo è certo che non ci caveranno alcun ragno dal buco perché in nessun caso il film verra venduto, nemmeno in direct-to Home video. La Sony è diventata in breve tempo sinonimo di codardia e le (giuste) reazioni indignate di Hollywood non hanno fatto altro che scavare una fossa sempre più profonda, in altre parole si è tirata la zappa sui piedi. La vittoria del terrorismo, anche se può suonare un tantino esagerato come termine, è la dimostrazione di quanto l'industria cinematografica sia diventata schiava del denaro e quindi cagasotto. La questione potrebbe essere imputabile al massiccio e continuo leak di notizie riservate che oltre a danneggiare l'immagine potrebbe portare la perdita di ulteriori investitori. Ora, noi ci chiediamo una cosa: siamo veramente arrivati al punto in cui una nazione estera decide cosa si può mettere in commercio e che cosa no? Una dittatura si è imposta su un mercato che non gli appartiene, uccidendo così ogni tipo di libertà. Addirittura Kim Jong Un ha minacciato gli Stati Uniti, suona tutto così ridicolo! Un asiatico paffutello, con evidenti problemi di autostima, minaccia una delle più grosse potenze militari del mondo; roba che se provassero anche solo a scoreggiare sul territorio americano la Corea del Nord verrebbe trasformata in un parcheggio nel giro di ventiquattro ore. Obama! Perché non sganci Clint Eastwood su Pyongyang? Quanto pensi che ci metta quel vecchio bastardo a risolvere il problema?

Noi possiamo dire quello che ci pare, resta il fatto che hanno vinto loro, la Sony è riuscita a barattare la libertà con qualche milione di dollari. Le implicazioni si faranno sentire d'ora in poi, perché qualunque dittatore da strapazzo si sentirà in diritto di minacciare una nazione estera quando qualcosa non gli andrà a genio; ma ci credereste se vi dicessimo che questa vergogna ha portato qualcosa di buono? Un film che non ha visto nemmeno il tanto adirato leader coreano -immaginatevelo paonazzo, sudato e gonfio di rabbia mentre bofonchia qualcosa ai suoi sottufficiali facendo su e giù per il suo ufficio ansimante e vi sembrerà tutt'altro che minaccioso- è riuscito, ancor prima di essere proiettato nelle sale, a creare un tale clima di tensione. La dimostrazione della potenza del Cinema: un mezzo di comunicazione ed espressione che può diventare incredibilmente scomodo persino per un dittatore che vive dall'altra parte del globo... e questo ci piace.
Non sapremo mai come sarà veramente The Interview, probabilmente il film arriverà in streaming su qualche sito pirata o verrà scaricato illegalmente da milioni di utenti, quello che è certo sarà la nomea che lo accompagnerà: il film che non volevano farci vedere; se solo la Sony avesse sfruttato questa occasione.

Due spettatori indignati

4 commenti:

  1. Oddio, non sapevo nulla di tutto ciò! O_o

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    1. Sei una persona poco interessata a quello che succede nel mondo, VERGOGNITI! VERGOGNITI TANTE!

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  2. Questa storia è paradossale. Pensavo che la Sony avrebbe cavalcato l'onda e spinto ancora di più il film.

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    1. Si sono cagati in mano quando hanno dato buca molte sale

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